FARE SPORT AIUTA A PREVENIRE IL MAL DI TESTA

Prevenzione

PEDALA CHE TI PASSA!

Fare sport aiuta a prevenire il mal di testa.

Nessuna scusa ti salva dalla palestra, neanche il mal di testa!

Gli scienziati del Cephalea Headache Centre di Göteborg hanno stabilito che esiste una stretta relazione tra il mal di testa e uno stile di vita sedentario e che fare sport aiuta a prevenire il mal di testa.

Dalla loro indagine su oltre 68000 volontari durata 11 anni è risultato che gli individui meno attivi sono più suscettibili del 14% di attacchi di mal di testa rispetto alle persone più sportive.

Per verificare ulteriormente la loro tesi, i ricercatori svedesi hanno sottoposto per un anno, in una successiva sperimentazione, 26 pazienti costantemente affetti da emicrania a un allenamento aerobico basato su tre sedute settimanali di cyclette.

 

Monitorando il loro stato di salute prima, durante e dopo l’attività fisica, non solo hanno scoperto che non vi era alcun peggioramento dei sintomi, ma negli ultimi mesi di attività l’intensità e la frequenza degli attacchi di emicrania erano diminuite in modo significativo, così come il ricorso a farmaci antidolorifici.

 

La motivazione è semplice: lo sport aerobico consente un maggiore apporto di ossigeno, migliorando la respirazione e la circolazione sanguigna e riducendo la vasodilatazione dei vasi sanguigni cerebrali, causa degli attacchi emicranici. Non solo: un allenamento costante stimola l’elasticità e la tonicità dei muscoli prevenendone la contrazione, che, specie nel caso dei muscoli pericranici di spalle e collo, è causa di attacchi di cefalea tensiva. Il trucco sta nello scegliere il tipo di allenamento giusto per prevenire il dolore e non provocarlo.

Sì dunque alle attività aerobiche, possibilmente a corpo libero, come tennis o arti marziali, o a discipline come yoga e pilates, che permettono di scaricare la tensione muscolare e a distendere la mente.

No alle attività anaerobiche che prevedono l’utilizzo di macchinari o pesi e che inducono uno sforzo eccessivo peggiorando il disturbo emicranico.