Prevenzione

MAL DI TESTA, COSA FARE?

Alzi la mano chi non ha mai digitato su Google la parola “mal di testa” ottenendo valanghe di risultati che suggeriscono sindromi con nomi esotici, malattie autoimmuni o tumori in varie zone del cervello. Nessuno? Non è una sorpresa.

Ecco quindi una buona occasione per rispondere alla domanda “mal di testa, cosa fare?” e fare un minimo di chiarezza e cercare di distinguere quali siano i casi in cui occorre recarsi da un medico specialista, e magari fare degli esami approfonditi, e quali quelli in cui è sufficiente prendere una pastiglia e mandare al diavolo il browser.

La prima parola d’ordine da prendere in considerazione è “frequenza”: quante volte al mese soffri di episodi di mal di testa? Idealmente si può dire che oltre le 7-8 volte sia già un campanello d’allarme valido, ma se superi le 15 volte al mese è invece davvero necessario consultare il tuo medico curante in prima battuta e in seguito uno specialista per farti suggerire una terapia adeguata alla tua tipologia di mal di testa.

La seconda parola d’ordine è “automedicazione”: quando hai un attacco di mal di testa assumi il farmaco subito, nelle dosi e nelle modalità consigliate? Se la tua risposta è no, sappi che ignorare i sintomi del mal di testa non è affatto saggio e che l’automedicazione svolta in maniera adeguata è anch’essa una forma di prevenzione efficace.

Prima di tutto perché più tempo aspetti e più il dolore aumenta, compromettendo l’efficacia del farmaco, in secondo luogo perché non trattare il disturbo favorisce la cronicizzazione del tuo mal di testa.

Sottoporsi a esami specialistici di propria iniziativa raramente è una buona idea, nel caso di risonanze magnetiche, ad esempio, si potrebbe incorrere in diagnosi errate e falsi allarmismi perché si tratta di un esame indicato solo per alcune tipologie specifiche di mal di testa e sarebbe quindi totalmente inutile per altre.

Se il tuo mal di testa non passa nonostante tu faccia l’automedicazione nei modi e nei tempi giusti o se aumenta in frequenza, rivolgiti al tuo medico curante e nei casi più gravi a un neurologo, sapranno suggerirti una terapia adeguata e valutare quando sia meglio approfondire la diagnosi con un esame specifico.