MAL DI TESTA E ALIMENTAZIONE

Prevenzione

L’ALFABETO DEL MAL DI TESTA

Dalla A alla Z tutti i cibi alleati e avversari del mal di testa.

Esiste una relazione fra mal di testa e alimentazione, ecco dalla A alla Z tutti i cibi alleati e avversari del mal di testa.

 

A come Alcol.

Che l’alcol sia un agente scatenante del mal di testa non è certo una novità, specialmente nei soggetti emicranici.

La cefalea può comparire entro 3 ore dalla bevuta (cefalea immediata) o tra le 5 e le 12 ore successive (cefalea tardiva), in quest’ultimo caso i colpevoli sono spesso vino bianco e liquori scuri (whisky, bourbon).

 

B come Bere molta acqua.

L’acqua può essere un valido alleato per combattere il mal di testa: incrementare di 1 – 1.5 litri l’apporto idrico quotidiano sembra avere proprietà preventive contro l’emicrania, al contrario bere poca acqua facilita l’insorgere del mal di testa perché induce squilibri elettrolitici, disfunzioni energetiche, disturbi vegetativi e può portare a modificazioni dell’encefalo.

 

C come Cioccolato.

Buone notizie per i golosi! Non esistono a oggi evidenze scientifiche che supportino l’ipotesi che il cioccolato possa provocare il mal di testa.

Invece è confermato che aver fame di questo voluttuoso dolce sia un tipico campanello d’allarme prima di un attacco di emicrania.

 

D come Digiuno.

Saltare i pasti o nutrirsi in maniera irregolare può indurre attacchi di mal di testa, infatti costituisce la terza causa scatenante del mal di testa per i soggetti emicranici.

 

E come Energia.

Per mantenere costante la nostra energia non bisogna strafare né risparmiarsi: fare piccoli pasti, leggeri e frazionati durante la giornata è la strategia giusta per essere sempre carichi al massimo.

 

F come Freschi.

È consigliabile prediligere sempre alimenti freschi, i conservanti alimentari infatti sono osservati speciali per la loro capacità di indurre attacchi di mal di testa.

 

G come Gelato.

Gelati, ghiaccioli e bibite molto fredde talvolta possono causare brevi, ma fortissimi attacchi di mal di testa.

Si tratta di un meccanismo di difesa del cervello che, per contrastare la sensazione di freddo intenso, fa aumentare il flusso di sangue dell’arteria cerebrale anteriore causando quello che viene percepito come un dolore improvviso.

 

H come Happy Hour.

L’abitudine tutta italiana dell’aperitivo nel tardo pomeriggio è una grande alleata del mal di testa: bere alcolici in grande quantità a stomaco vuoto o quasi è infatti un fattore di rischio consistente.

 

I come Immunità.

Nutrendosi correttamente si attiva un meccanismo di immuno-nutrizione, una valida strategia per contrastare le infiammazioni alla base dell’emicrania. 

 

L come Latticini.

Studi recenti dimostrano che la vitamina D, presente in altissime dosi nel latte e derivati, contribuisce a prevenire l’insorgenza dell’emicrania.

 

M come Metabolismo.

La sindrome metabolica è un disturbo estremamente frequente nelle persone che soffrono di mal di testa e inoltre ne favorisce il peggioramento.

 

N come Nutraceutica

Con Nutraceutica, termine che deriva dalla crasi fra Nutrizione e Farmaceutica, si indica lo studio delle proprietà terapeutiche o preventive di alcuni alimenti.

Secondo alcuni esperti potrebbe essere una nuova e promettente frontiera per la cura dell’emicrania, in particolar modo per le fasce più deboli della popolazione come anziani e bambini.

 

O come Obesità

La condizione di obesità per il paziente cefalgico può contribuire a cronicizzare il mal di testa.

 

P come Peperoncino.

La capsaicina, un principio attivo contenuto all’interno del peperoncino, ha la proprietà di legarsi al recettore Trpv1 posto sulle terminazioni trigeminali (responsabili del mal di testa) dapprima stimolandole, poi desensibilizzandole e infine producendo analgesia.

 

R come Riboflavina

La riboflavina, comunemente detta vitamina B, contenuta in latte, formaggio, lievito di birra, yogurt, manzo, pollo e mandorle, è in grado di migliorare il metabolismo energetico del neurone, potenziando l’attività dei suoi mitocondri e quindi di prevenire l’insorgere dell’emicrania.

 

S come Salumi

Da sempre additati come responsabili dell’emicrania, i salumi sono stati recentemente riabilitati in quanto non esistono prove scientifiche concrete a riguardo. Alcuni sostengono che i nitriti contenuti all’interno dei salumi, possano stimolare gli attacchi emicranici. In ogni caso una o due porzioni a settimana sono consentite anche a chi soffre di mal di testa.

 

T come Teina.

La teina conferisce attivazione psicofisica e analgesica. In quanto bevanda nervina, a dosi opportune, può essere estremamente utile a placare un attacco di mal di testa. Per questo è spesso presente nei comuni analgesici.

 

U come Ubidecarenone.

Più noto come enzima Q10, è contenuto in tonno, sardine, manzo, soia, spinaci, noci e arachidi. Se assunto in dosi sufficientemente elevate (300mg/giorno) può prevenire l’insorgere dell’emicrania perché potenzia la produzione energetica delle cellule nervose.

 

V come Visione Tolemaica.

Con visione tolemaica si intende la vecchia credenza secondo cui l’alimentazione potesse influenzare esclusivamente in maniera negativa l’insorgere di cefalea ed emicrania.

Oggi questa idea è stata sconfessata, i nutrienti al contrario si dimostrano alleati preziosi per la prevenzione e la cura di chi soffre di mal di testa.

 

Z come Zuccheri.

Se usati in quantità appropriate, gli zuccheri rappresentano il carburante del cervello.  Soprattutto se si soffre di mal di testa, è importante non ridurli troppo drasticamente quando si intraprendono regimi dietetici o se la giornata è particolarmente stressante a livello fisico.

 

Fonte: “Mangia sano che ti passa” di Piero Barbanti e Emilio Jirillo