MAL DI TESTA E ALIMENTAZIONE: QUALI SONO I CIBI A RISCHIO

MAL DI TESTA E ALIMENTAZIONE: ECCO QUALI SONO I CIBI A RISCHIO

Oltre allo stress e alle variazioni meteorologiche, l’assunzione di determinati cibi è da molti considerata una delle cause più comunemente capaci di indurre cefalea.

A tal proposito numerosi sono i cibi “incriminati” e altrettanto numerosi sono gli studi scientifici condotti sull’argomento.

Secondo l’ipotesi più accreditata, alimenti contenenti sostanze pro-infiammatorie, quali istamina e glutammato, sarebbero in grado di provocare una risposta esagerata da parte del sistema immunitario con l’effetto di favorire l’insorgenza di un attacco di emicrania in un individuo predisposto.

Tra questi cibi troviamo vino, birra, superalcolici, formaggio stagionato, cibi fermentati, dado da brodo, banane, pomodoro, fichi, fragole, cipolle, molluschi, carni insaccate e alimenti preconfezionati.

Uno studio recente ha invece verificato che la diffusa convinzione secondo cui il cioccolato e il cacao dovrebbero essere assolutamente evitati dai pazienti con emicrania, manca di una base scientifica affidabile.

Allo stato attuale, la comunità scientifica concorda sul fatto che sebbene esistano dei cibi considerati a rischio, questi non dovrebbero essere rimossi a priori dalla dieta del paziente con emicrania.

Al contrario è più appropriato parlare di una particolare sensibilità o intolleranza ad alcuni di questi cibi che ciascun individuo emicranico può verificare sulla base della propria esperienza.

L'alimentazione non può e non deve essere ritenuta causa primaria del mal di testa, di conseguenza gli alimenti potenzialmente ritenuti colpevoli, possono essere eliminati dalla propria dieta solo qualora vengano messi in relazione all’attacco.

D’altro canto sono in corso numerosi studi di nutraceutica, quella disciplina che si occupa di ricercare alimenti funzionali, “farmalimenti”/integratori alimentari o regimi dietetici aventi un ruolo “protettivo” sul  rischio di cefalea.