L’IPERUSO DI FARMACI FRA LE CAUSE DELL’EMICRANIA

L’IPERUSO DI FARMACI FRA LE CAUSE DELL’EMICRANIA

Alcune medicine assunte per curare disturbi cardiaci, rialzo della pressione o altre malattie possono peggiorare l’emicrania o scatenare alcuni attacchi di mal di testa anche in chi non ne soffre abitualmente.

Tra questi, alcuni principi attivi sono: nitrati, nifedipina, teofillina e derivati, antistaminici, estrogeni.

Sebbene possa sembrare paradossale, uno dei rischi più gravi per chi soffre di mal di testa è rappresentato proprio dall’uso eccessivo di farmaci ad azione analgesica (noto come “iperuso”).

Si parla di “cefalea da uso eccessivo di farmaci” o “Medication Overuse Headache” quando l’eccesso di farmaci analgesici conduce a una graduale assuefazione con progressiva perdita di efficacia delle medicine. Si instaura un circolo vizioso in cui il mal di testa insorge perchè il paziente sperimenta una sorta di “astinenza” da farmaco.

Si tratta di un mal di testa quotidiano o quasi, che deriva dalla cronicizzazione di una precedente forma di cefalea (generalmente emicrania o cefalea di tipo tensivo) come conseguenza di un progressivo aumento di assunzione del farmaco per il trattamento sintomatico.

Riconoscerlo e trattarlo precocemente è molto importante perché si tratta di una forma di mal di testa estremamente disabilitante (condiziona la vita familiare, il lavoro e la vita sociale) e particolarmente resistente alle terapie.

Quando il consumo di analgesici per il mal di testa inizia a essere superiore ai 10 giorni al mese, diventa molto importante rivolgersi il più rapidamente possibile al proprio neurologo esperto di cefalea.